Colpo di scena clamoroso in Coppa d'Africa! A distanza di due mesi dalla finale che ha tenuto il mondo col fiato sospeso, la CAF (Confederazione Africana) ha emesso un comunicato ufficiale che ha scosso il panorama calcistico continentale. La Corte d'Appello della CAF, applicando l'articolo 84 del Regolamento, ha decretato la sconfitta a tavolino del Senegal, squadra che aveva abbandonato il campo per diversi minuti in segno di protesta contro una decisione arbitrale giudicata controversa – un rigore poi fallito da Brahim Diaz con un audace cucchiaio.
Il ricorso presentato dalla Federazione Marocchina è stato dunque accolto, ribaltando clamorosamente l'esito del match e assegnando la coppa al Marocco con un sonoro 3-0 a tavolino. La decisione ha destato sorpresa e incredulità, soprattutto perché la commissione disciplinare aveva inizialmente respinto il reclamo marocchino. A capovolgere la situazione è stato il Board di Appello della CAF, che ha accolto le rimostranze dei maghrebini e ufficializzato il verdetto in serata: "Il Comitato d'Appello della Confédération Africaine de Football ha deciso oggi che, in applicazione dell'articolo 84 del Regolamento della Caf Africa Cup of Nations, la nazionale del Senegal è dichiarata sconfitta a tavolino nella partita finale della TotalEnergies Caf Africa Cup of Nations Marocco 2025, con il risultato di 3-0 a favore della Fédération Royale Marocaine de Football".
La notizia ha fatto rapidamente il giro del mondo, scatenando un'ondata di reazioni e discussioni. Assegnare una finale di Coppa d'Africa a tavolino rappresenta un evento senza precedenti nella storia recente della competizione, aprendo interrogativi sul futuro e sulla gestione delle controversie arbitrali nel calcio africano.
Ma la storia non finisce qui. La federazione senegalese ha annunciato un immediato ricorso contro la decisione. Abdoulaye Seydou Sow, segretario generale della federcalcio senegalese, ha dichiarato all'emittente pubblica Radiodiffusion Télévision Sénégalaise: "Non ci tireremo indietro. La legge è dalla nostra parte". Ha inoltre definito la sentenza una "vergogna per l'Africa", aggiungendo: "Questa decisione è una farsa che non poggia su alcuna base giuridica. Abbiamo avuto l'impressione che la commissione non fosse lì per applicare la legge, ma per eseguire un ordine".
Una delle possibili strade per il ricorso è il Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS), un organismo indipendente con sede a Losanna, Svizzera, che si occupa di risolvere le controversie sportive attraverso l'arbitrato o la mediazione. La battaglia legale si preannuncia intensa e ricca di colpi di scena.
La Federazione Reale Marocchina di Calcio, dal canto suo, ha rilasciato un comunicato in cui "prende atto della decisione presa dalla Commissione d'appello della CAF". La FRMF ha tenuto a precisare che il suo intervento "non ha mai avuto lo scopo di contestare la prestazione sportiva delle squadre impegnate in questa competizione, ma solo di chiedere l'applicazione del regolamento della competizione". La federazione ha ribadito il proprio "impegno al rispetto delle regole, alla chiarezza del quadro competitivo e alla stabilità delle competizioni africane".
Questo episodio solleva importanti questioni sull'integrità e la trasparenza nel calcio africano. Mentre il Senegal si prepara a dare battaglia legale per difendere il titolo conquistato sul campo, il Marocco si gode una vittoria controversa, consapevole che la vicenda è destinata a lasciare un segno indelebile nella storia della Coppa d'Africa.

