Per decenni, l'elica è stata la regina incontrastata della propulsione navale, ma la ricerca di alternative non si è mai fermata. Tra le soluzioni più affascinanti, spicca il motore magnetoidrodinamico (MHD), un sistema che sfrutta la forza di Lorentz per spingere un'imbarcazione attraverso l'acqua, usando l'acqua di mare come fluido di lavoro. L'unico esempio al mondo di nave dotata di questa tecnologia è stata costruita in Giappone.
Nonostante la semplicità del principio di funzionamento, solo un prototipo di nave MHD a grandezza naturale è stato realizzato ed ha effettivamente trasportato persone: lo Yamato-1, creato nel 1992. Recentemente, è riemerso online un video che ne racconta la storia, svelando come, dopo un breve periodo di attività, lo Yamato-1 sia rimasto inattivo presso il Museo Marittimo di Kobe per poi essere demolito alcuni anni fa.
Esistono due tipologie di motori MHD: quelli a conduzione, che utilizzano elettrodi, e quelli a induzione, basati su campi magnetici. Lo Yamato-1 montava un motore a induzione, dotato di bobine superconduttrici raffreddate a elio liquido. In questo sistema, gli ioni presenti nell'acqua di mare vengono accelerati dall'interazione con il campo magnetico, generando la spinta propulsiva.
Il principale limite dello Yamato-1 risiedeva nella sua scarsa efficienza. Il rendimento operativo si attestava attorno al 15%, e la velocità massima raggiungibile era di soli 15 km/h. Sebbene la ricerca in questo campo non sia del tutto cessata, il problema fondamentale è che l'acqua di mare non è un fluido di lavoro ideale. Per questo motivo, è probabile che navi come lo Yamato-1 rimarranno sempre delle curiosità tecnologiche. Tuttavia, malgrado la complessità di questa tecnologia, costruire un motore MHD artigianale è sorprendentemente semplice, anche in un ambiente domestico.
La storia dello Yamato-1 e della tecnologia MHD rappresenta un esempio affascinante di come l'innovazione possa spingersi oltre i confini del convenzionale, aprendo nuove strade, anche se non sempre percorribili fino in fondo. Il sogno di una propulsione navale silenziosa e potenzialmente più ecologica rimane vivo, alimentato dalla continua ricerca di materiali e soluzioni più efficienti. Le sfide ingegneristiche sono enormi, ma la possibilità di rivoluzionare il trasporto marittimo continua a stimolare l'ingegno di scienziati e ingegneri in tutto il mondo. Forse, in futuro, vedremo una nuova generazione di navi MHD solcare gli oceani, eredi dello spirito pionieristico dello Yamato-1.

