Ubisoft Halifax chiude i battenti: sindacato accusa l'azienda

La chiusura dello studio canadese solleva dubbi sulla tempistica, a poche settimane dalla nascita del primo sindacato nordamericano in Ubisoft

Ubisoft Halifax chiude i battenti: sindacato accusa l'azienda

La recente chiusura dello studio Ubisoft Halifax ha generato un'ondata di controversie nell'industria dei videogiochi nordamericana. Il sindacato CWA Canada ha immediatamente espresso forti dubbi sulla tempistica della decisione, sottolineando una coincidenza che desta sospetti.

La chiusura, infatti, avviene a poche settimane dalla formazione del primo sindacato all'interno delle operazioni nordamericane del colosso francese Ubisoft. Questa concomitanza ha acceso un acceso dibattito sull'intera industria del gaming, sollevando interrogativi sulla tutela dei diritti dei lavoratori.

Con 71 dipendenti coinvolti, il team di Ubisoft Halifax aveva contribuito allo sviluppo di titoli mobile come Rainbow Six Mobile e Assassin's Creed Rebellion. La vicenda riapre una ferita ancora aperta nel settore, caratterizzato da politiche di ristrutturazione aziendale spesso aggressive e da una crescente pressione sui lavoratori.

Carmel Smyth, presidente di CWA Canada, ha definito la situazione "devastante". L'organizzazione sindacale ha annunciato che perseguirà ogni via legale per garantire il rispetto dei diritti dei lavoratori e per accertare eventuali violazioni normative. Il nodo cruciale della questione risiede nella tempistica: secondo la legislazione canadese, è illegale per un'azienda chiudere una sede come ritorsione alla sindacalizzazione dei dipendenti.

"Ci aspettiamo che Ubisoft ci dimostri che questa decisione non ha nulla a che fare con l'adesione dei dipendenti al sindacato", ha dichiarato Smyth, chiedendo trasparenza e chiarezza all'azienda. La dirigente sindacale ha sottolineato come i lavoratori, le loro famiglie, la comunità della Nova Scotia e tutti gli appassionati di videogiochi made in Canada meritino risposte esaurienti.

Jon Huffman, membro del comitato organizzativo del sindacato di Ubisoft Halifax, ha espresso la profonda delusione del team, ribadendo l'importanza di sostenersi reciprocamente in questo momento di difficoltà. La chiusura dello studio rappresenta un duro colpo per l'industria videoludica canadese e solleva interrogativi sul futuro dei lavoratori del settore.

Ubisoft, dal canto suo, ha respinto con fermezza ogni collegamento tra la chiusura dello studio e la formazione del sindacato. Un portavoce della compagnia ha dichiarato a Gamesindustry.biz che la decisione rientra in una strategia aziendale più ampia, avviata negli ultimi 24 mesi, volta a razionalizzare le operazioni, migliorare l'efficienza e ridurre i costi.

Il publisher francese ha ribadito il proprio impegno nel supportare i dipendenti colpiti attraverso "pacchetti di liquidazione completi e assistenza aggiuntiva per la carriera". Tuttavia, le rassicurazioni dell'azienda non sembrano placare le polemiche e i dubbi sollevati dal sindacato e dalla comunità dei videogiocatori.

Lo studio di Halifax, fondato nel 2010, si era specializzato negli ultimi anni nello sviluppo di titoli mobile legati a franchise di punta del catalogo Ubisoft. Tra i progetti più rilevanti figurano Rainbow Six Mobile, il free-to-play tattico per dispositivi iOS e Android, e Assassin's Creed Rebellion, titolo RPG strategico che ha contribuito a espandere l'universo degli Assassini sulle piattaforme mobili. La chiusura rappresenta quindi un'ulteriore riduzione della presenza di Ubisoft nel mercato mobile nordamericano, in un momento in cui l'azienda sta affrontando sfide significative su più fronti, tra cui la necessità di adattarsi ai cambiamenti del mercato e di rispondere alle crescenti richieste di una maggiore tutela dei diritti dei lavoratori.

La vicenda di Ubisoft Halifax si inserisce in un contesto più ampio di trasformazioni e tensioni all'interno dell'industria videoludica, dove le logiche del profitto e della competizione globale spesso si scontrano con le esigenze di sostenibilità sociale e di benessere dei lavoratori. Il caso solleva interrogativi importanti sul ruolo dei sindacati, sulla responsabilità delle aziende e sulla necessità di garantire un ambiente di lavoro equo e dignitoso per tutti i professionisti del settore.

Pubblicato Venerdì, 09 Gennaio 2026 a cura di Marco P. per Infogioco.it

Ultima revisione: Venerdì, 09 Gennaio 2026

Marco P.

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Editore professionista appassionato di sport come calcio, padel, tennis e tanto altro. Sarò il vostro aggiornamento quotidiano sulle nuove release di giochi nel mondo delle slot machine da casino sia fisico che online e inoltre, anche cronista sportivo.


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