Un'indagine interna condotta sotto la supervisione del nuovo capo della NASA, Jared Isaacman, ha portato alla luce una serie di criticità nel volo non riuscito della navicella Boeing Starliner con equipaggio. Le problematiche riscontrate coinvolgono sia la Boeing stessa, sia le pratiche operative, sia la precedente gestione dell'agenzia spaziale americana. La gravità della situazione è tale da aver indotto Isaacman a paragonare l'insuccesso del programma Starliner alle tragedie degli shuttle Challenger e Columbia, in cui persero la vita gli equipaggi.
Il 19 febbraio 2026, il nuovo amministratore della NASA ha formalmente classificato il primo volo con equipaggio della Boeing Starliner (Crew Flight Test, avvenuto nel giugno 2024) come un "incidente di massima gravità" (Type A mishap), la categoria più severa nella classificazione degli incidenti dell'agenzia. Tale classificazione pone l'incidente sullo stesso piano dei disastri degli Shuttle del passato, pur sottolineando che, fortunatamente, in questo caso non si sono verificate perdite di vite umane.
Contestualmente, Isaacman ha diffuso un comunicato ai dipendenti della NASA, annunciando la preparazione di un rapporto investigativo di 311 pagine. In tale documento, vengono riconosciuti apertamente gravi errori sia da parte di Boeing che della stessa agenzia. Isaacman ha evidenziato che il problema principale non risiede unicamente nei malfunzionamenti tecnici, ma in un insieme di errori sistemici nel processo decisionale della NASA, che hanno generato una cultura interna incompatibile con la sicurezza dei voli con equipaggio.
Durante la missione incriminata, gli astronauti Butch Wilmore e Sunita Williams hanno dovuto affrontare una serie di problemi critici, tra cui molteplici perdite di elio nel sistema di propulsione, guasti a catena dei propulsori di assetto e una temporanea perdita di controllo totale della navicella. Wilmore è riuscito a stabilizzare manualmente il veicolo, ma ha successivamente ammesso di non essere stato certo, in quel momento, né della possibilità di attraccare alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), né di poter fare rientro sulla Terra in sicurezza.
Nonostante l'attracco alla ISS sia avvenuto con successo, nell'agosto 2024 la NASA ha preferito non correre rischi e ha deciso di non riportare a casa l'equipaggio sulla navicella Boeing danneggiata. Gli astronauti hanno quindi trascorso nove mesi a bordo della stazione orbitante, anziché gli otto giorni previsti, e sono rientrati sulla Terra nel marzo 2025 a bordo di una navicella SpaceX Crew Dragon, nell'ambito della missione Crew-9. I danni economici derivanti dall'incidente sono stati stimati in circa 200 milioni di dollari.
La categoria di incidente "Type A mishap" viene applicata in caso di perdita di controllo del veicolo spaziale, danni superiori a 2 milioni di dollari o alto rischio per la vita dell'equipaggio. Nel caso di Starliner, i fattori determinanti sono stati proprio la perdita di manovrabilità e la potenziale possibilità di una catastrofe. Il rapporto critica Boeing per i difetti di progettazione della navicella e per la mancata risoluzione completa delle cause dei precedenti malfunzionamenti (alcuni dei quali emersi durante il volo senza equipaggio del 2022). La NASA, invece, viene accusata di eccessivo ottimismo, di aver ignorato alternative (come la Crew Dragon come opzione di riserva), di aver condotto indagini superficiali e di aver promosso una cultura gestionale in cui i rischi venivano sottovalutati e i problemi spesso liquidati come "anomalie", senza ricercare le vere cause.
Isaacman ha promesso "radicale trasparenza" e severe responsabilità per i vertici. Il prossimo volo di Starliner è previsto senza equipaggio, per testare le correzioni apportate e dimostrare l'affidabilità del sistema (probabilmente nell'aprile 2026). Solo in caso di esito positivo, si procederà con un volo con equipaggio, previsto non prima del 2027. La NASA e Boeing sono ora sotto pressione per garantire che le lezioni apprese da questo incidente portino a miglioramenti tangibili nella sicurezza e nell'affidabilità dei futuri voli spaziali.

