Durante il CES 2026, Jensen Huang, fondatore e CEO di Nvidia, ha non solo presentato i nuovi acceleratori della generazione Rubin, confermandone l'imminente produzione, ma ha anche rilasciato dichiarazioni significative riguardo al loro fabbisogno energetico e, di conseguenza, al sistema di raffreddamento necessario. Contrariamente alle aspettative di molti, Huang ha affermato che i server basati sulla nuova architettura Rubin non richiederanno sistemi di raffreddamento a liquido spinti, comunemente noti come "chiller".
I "chiller" sono dispositivi avanzati che raffreddano i liquidi a temperature prossime allo zero, una tecnologia storicamente impiegata in settori come l'acquaristica e l'overclocking estremo di componenti hardware. Questi sistemi funzionano facendo passare il liquido di raffreddamento attraverso blocchi d'acqua tradizionali, per poi convogliarlo in unità refrigeranti che utilizzano gas come il freon, garantendo temperature estremamente basse e stabili per i chip in funzione.
"I data center non avranno bisogno di water chiller", ha dichiarato Jensen Huang, secondo quanto riportato da Reuters. Questa affermazione ha avuto un impatto immediato sui mercati finanziari, provocando un calo significativo delle azioni di diverse aziende specializzate nella produzione di sistemi di raffreddamento per server. Ad esempio, le azioni di Johnson Control International hanno subito un calo del 7,5%, mentre quelle di Trane Technologies sono diminuite del 5,3%. Entrambi i titoli hanno raggiunto i minimi degli ultimi mesi, registrando la performance peggiore all'interno dell'indice S&P 500. È importante notare che gli ordini provenienti dal settore dei server rappresentano circa il 10% o poco più del fatturato complessivo di queste società.
Gli analisti di Barclays ritengono che, in questo nuovo scenario, alcuni produttori di sistemi di raffreddamento potrebbero beneficiare della scelta di Nvidia di concentrarsi su soluzioni di raffreddamento più tradizionali. Ad esempio, nVent Electric, pur non producendo chiller, offre una vasta gamma di sistemi di raffreddamento a liquido convenzionali. Anche Vertiv Holdings si trova in una posizione di vantaggio simile. Le azioni di nVent Electric hanno visto un aumento dello 0,5%, mentre quelle di Vertiv Holdings hanno subito un calo del 2,1%.
La decisione di Nvidia di non richiedere chiller per i suoi server Rubin potrebbe derivare da diverse considerazioni. Innanzitutto, l'efficienza energetica delle nuove architetture potrebbe essere tale da non richiedere sistemi di raffreddamento così estremi. In secondo luogo, l'azienda potrebbe voler ridurre i costi complessivi dei propri server, rendendoli più accessibili a una gamma più ampia di clienti. Infine, la scelta potrebbe essere dettata da una maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale, dato che i chiller consumano una notevole quantità di energia.
Indipendentemente dalle motivazioni specifiche, l'annuncio di Jensen Huang segna un punto di svolta nel settore del raffreddamento per server, aprendo nuove opportunità per le aziende specializzate in soluzioni più tradizionali e sostenibili. Resta da vedere come evolverà il mercato nei prossimi anni e quali saranno le prossime mosse dei principali player del settore.

