Nel mondo adrenalinico della MotoGP, un tema sta infiammando il dibattito tra addetti ai lavori e appassionati: l'introduzione di un peso minimo combinato per moto e pilota. A differenza di altre categorie del motorsport come Superbike, Moto2 e Moto3, la classe regina non prevede questa regolamentazione, aprendo un ventaglio di opinioni contrastanti.
L'assenza di un peso minimo in MotoGP crea disparità tra i piloti di diversa corporatura. I più leggeri, come Jorge Martin, possono beneficiare di una maggiore agilità e minore usura delle gomme, mentre i più pesanti, come Luca Marini (con i suoi 184 cm di altezza), potrebbero trovarsi svantaggiati. Questa problematica è ben nota nel paddock, tanto che lo stesso Martin, pur essendo uno dei piloti più leggeri (63 kg per 168 cm), ammette che "chi pesa più di 70 kg ha un problema".
In altre categorie, come la Moto3 (152 kg) e la Moto2 (217 kg), il peso minimo combinato è una realtà consolidata. Nella Superbike, addirittura, esiste un sistema di zavorra per compensare i piloti più leggeri. Ad esempio, se un pilota pesa 68 kg (incluso l'equipaggiamento), gli vengono aggiunti 6 kg di zavorra alla moto per raggiungere il peso di riferimento di 80 kg.
Luca Marini si fa portavoce della necessità di introdurre una regola simile in MotoGP. "Chi è più leggero va più veloce e consuma meno le gomme", sottolinea il pilota italiano, auspicando un intervento per garantire maggiore equità. "Per i piloti leggeri è facile ingrassare, basta allenarsi o mangiare di più. Per i piloti più pesanti, è impossibile scendere sotto un certo peso".
Tuttavia, non tutti sono d'accordo con questa visione. Alex Marquez, pur rientrando tra i piloti più alti (180 cm), minimizza lo svantaggio, sottolineando come l'altezza possa essere un vantaggio nei cambi di direzione, grazie alla maggiore potenza e capacità di spostare il peso. Marquez evidenzia anche come il peso dei piloti di MotoGP sia ormai abbastanza omogeneo, oscillando tra i 65 e i 70 kg, rendendo meno significative le differenze.
La questione del peso minimo in MotoGP è complessa e merita un'analisi approfondita. Da un lato, l'introduzione di una regola potrebbe livellare il campo di gioco, compensando le differenze di corporatura tra i piloti. Dall'altro, si potrebbe rischiare di penalizzare eccessivamente i piloti più alti e robusti, che hanno sviluppato uno stile di guida adatto alle proprie caratteristiche fisiche.
Nel 2026, l'arrivo di Toprak Razgatlioglu, proveniente dalla Superbike, potrebbe riaprire il dibattito. Il pilota turco, con i suoi 182 cm e 72 kg, rappresenta un esempio di pilota fisicamente imponente, che dovrà adattarsi alle esigenze della MotoGP. Resta da vedere se la Dorna prenderà in considerazione l'introduzione di un peso minimo, o se preferirà mantenere lo status quo, lasciando ai piloti e ai team la libertà di gestire il proprio peso e assetto in base alle proprie esigenze.

