Il circuito di Sepang è stato teatro di importanti rivelazioni durante i test pre-stagionali della MotoGP. Joan Mir, pilota del team Honda HRC, ha lasciato il segno abbassando il suo tempo fino a 1'56"874 nella seconda giornata di prove. Questo risultato è particolarmente significativo, poiché inferiore alla pole position dello scorso anno nel GP della Malesia, un chiaro segnale dei progressi compiuti dalla casa giapponese.
Il lavoro di sviluppo svolto da Honda sul prototipo RC213V sembra aver portato i suoi frutti. La perdita delle concessioni di fascia D, conseguenza dei miglioramenti prestazionali, è un ulteriore indicatore della competitività raggiunta. I feedback positivi di Aleix Espargaró durante lo Shakedown sono stati confermati da Mir, che ha dimostrato il potenziale della nuova moto.
Il tempo di Mir, inferiore alla pole position di Pecco Bagnaia dello scorso anno (1'57"001) e a soli quattro decimi dal miglior tempo dei test (1'56"493) stabilito da Alex Marquez, evidenzia un notevole passo avanti. Mai prima d'ora una Honda aveva girato così velocemente a Sepang, un risultato che premia il lavoro svolto dal test team durante l'inverno.
Mir ha espresso la sua soddisfazione per i progressi compiuti, sottolineando come la fiducia nella moto si traduca in performance cronometriche. "Quando hai fiducia, la trasmetti alle gomme nuove e questo si vede nel tempo", ha dichiarato il pilota spagnolo. "Sono contento, ma sarà molto importante analizzare le informazioni. Oggi abbiamo fatto un passo avanti; spero di farne un altro domani".
Il pilota maiorchino ha elogiato il lavoro del test team e ha confermato i feedback positivi di Aleix Espargaró, il quale aveva anticipato che i piloti Honda si sarebbero divertiti con questa moto. "La base è buona, ma possiamo ancora migliorare nei dettagli, come il comportamento della moto con le gomme usate, anche se se il test finisse oggi non sarebbe un dramma", ha aggiunto Mir.
Analizzando le novità della moto, Mir ha evidenziato un motore leggermente più potente rispetto alle specifiche dello scorso anno e un aggiornamento aerodinamico. "Credo che Honda abbia fatto un passo avanti, ma credo che anche Ducati abbia fatto lo stesso. A Buriram avremo un quadro più chiaro", ha affermato con cautela.
Una moto più performante si traduce in maggiore sicurezza e in una riduzione del rischio di cadute, un aspetto che ha penalizzato Mir nella stagione precedente. "La fiducia che ho ora si traduce nel tempo che ho fatto. Ma bisogna essere cauti, perché ci sono aspetti in cui soffriamo, perché con l'asfalto caldo ci manca aderenza", ha concluso il pilota.
In sintesi, i test di Sepang hanno evidenziato una Honda in netta crescita, con Joan Mir capace di sfruttare al meglio il potenziale della nuova RC213V. Resta da vedere se questi progressi si tradurranno in risultati concreti durante la stagione MotoGP, ma le premesse sono sicuramente incoraggianti. Il prossimo appuntamento a Buriram sarà fondamentale per confermare le impressioni positive e valutare la competitività della moto in diverse condizioni.

