Non solo la Serie A è scossa dalle polemiche arbitrali. Anche il campionato di Serie C è terreno di contestazioni, con il direttore sportivo dell'Ospitaletto, Paolo Musso, che ha duramente criticato la direzione di gara dopo il pareggio casalingo per 2-2 contro l'Inter Under 23. Le sue dichiarazioni, rilasciate in conferenza stampa, hanno acceso i riflettori su presunti favoritismi arbitrali e una supposta sudditanza psicologica nei confronti della squadra nerazzurra.
Musso non ha usato mezzi termini, definendo l'arbitraggio del signor Striamo come "scandaloso". "L'arbitraggio è stato rivolto per tutta la partita ad avvantaggiare l'Inter con situazioni palesi, chiare, limpide. E questa cosa non va bene", ha tuonato il dirigente. Le sue parole fanno eco alle polemiche che hanno recentemente investito anche il Derby d'Italia, aggiungendo un ulteriore elemento di tensione nel mondo del calcio italiano.
Il pareggio, maturato in extremis, non ha placato gli animi. L'Ospitaletto ha puntato il dito contro tre episodi in particolare: un rigore a loro dire evidente non concesso, una palla messa in gioco irregolarmente da un giocatore dell'Inter e la decisione dell'arbitro di rivedere al VAR il gol del 2-2 dei padroni di casa senza che l'Inter avesse richiesto l'intervento. "Ci manca un rigore evidente, che non ha nessun tipo di altra valutazione, l'hanno visto tutti anche dalla tribuna", ha ribadito Musso. "Oltre a quello penso che ci siano stati altri episodi gravissimi, come una palla buttata dentro da parte dell'Inter: una cosa vergognosa. Penso che sia assurdo che l'arbitro sia andato a rivedere il nostro 2-2 senza che neanche l'Inter avesse usato la card, non so che cosa volesse andare a rivedere".
La contestazione è proseguita con l'analisi di un presunto fallo non fischiato a favore dell'Ospitaletto nei minuti finali, che avrebbe potuto portare al gol della vittoria. "Al termine ci hanno provato ancora, non fischiandoci una punizione incredibile su Torri strattonato a terra, e fischiato un fallo per loro dalla quale è nata l'occasione finale del possibile 2-3", ha spiegato Musso.
Il direttore sportivo ha poi espresso il suo disappunto per quella che a suo dire è una sudditanza psicologica da parte degli arbitri nei confronti delle squadre più blasonate. "L'Inter è una squadra fortissima, con dei valori forti e qualità importanti, ma penso che non ci debba essere questa sudditanza. Non è corretto per lo spettacolo, perché tutti ci stiamo giocando qualcosa di importante, noi per primi. Questi arbitraggi penso siano davvero intollerabili, e soprattutto è intollerabile il fatto che si possa tutelare una squadra in questo modo".
Le parole di Paolo Musso gettano un'ombra sulla regolarità del campionato di Serie C e ripropongono il tema, sempre caldo, della preparazione e della gestione degli arbitri nelle categorie inferiori. Le sue accuse, sebbene circostanziate a una singola partita, sollevano interrogativi più ampi sulla necessità di garantire un'equa applicazione del regolamento e di tutelare la credibilità del calcio italiano a tutti i livelli. Resta da vedere se le autorità competenti prenderanno provvedimenti alla luce di queste pesanti dichiarazioni.

