L'adozione dell'Euro in Bulgaria, prevista per il 1° gennaio 2026, rappresenta uno spartiacque per l'intero sistema economico nazionale, con ripercussioni significative per il settore del gambling. Questa transizione, che va ben oltre la mera sostituzione valutaria, si inserisce in un contesto di cambiamenti complessi, tra cui nuove normative fiscali e restrizioni pubblicitarie, che metteranno a dura prova gli operatori del settore. Solo le aziende con una solida presenza territoriale e una strategia ben definita potranno sopravvivere a questa tempesta perfetta.
Dopo quasi tre decenni di Currency Board, che ha ancorato il Lev al cambio fisso di 1,95583, la Bulgaria si prepara a entrare nell'Eurozona. La convergenza tecnica verso i criteri di Maastricht sembra essere stata raggiunta, con previsioni che indicano un'inflazione armonizzata in calo al 2,9% nel 2026, secondo la Commissione Europea. Tuttavia, il quadro politico rimane incerto, con le dimissioni del Primo Ministro Rosen Zhelyazkov nel dicembre 2025 che hanno aperto una crisi istituzionale a poche settimane dal passaggio all'Euro, creando instabilità e preoccupazioni nel settore privato.
Per l'industria del gioco, la sfida non è solo di natura tecnica. Il 2026 sarà caratterizzato dalla simultaneità di tre fattori di pressione: lo shock operativo della conversione valutaria, l'aumento dell'imposta sul Gross Gaming Revenue (GGR) dal 20% al 25% e gli effetti del divieto pubblicitario introdotto nel maggio 2024. Questa convergenza di elementi sta ridisegnando il panorama competitivo del mercato bulgaro, richiedendo agli operatori di adattarsi rapidamente e di rivedere le proprie strategie.
È importante sottolineare che le dinamiche in gioco in Bulgaria seguono logiche proprie, diverse da quelle osservate in altri paesi europei. Ad esempio, il confronto con il mercato italiano, che ha visto una drastica riduzione del numero di operatori di gioco a seguito di una riforma delle concessioni, non è del tutto applicabile al contesto bulgaro. In Bulgaria, la selezione degli operatori avviene per accumulo di pressioni non coordinate, che colpiscono in modo asimmetrico le diverse tipologie di aziende. Gli operatori locali con asset fisici, come Winbet, Efbet e Palms Bet, subiscono l'aumento delle tasse ma conservano la visibilità del marchio attraverso le loro reti di sale gioco. Gli operatori internazionali "pure digital", privi di questa presenza territoriale, perdono contemporaneamente margini e capacità di acquisire nuovi clienti.
L'aumento dell'imposta sul GGR rappresenta un elemento cruciale in questa trasformazione. La Legge di Bilancio 2026 ha portato l'aliquota dal 20% al 25%, un incremento che, seppur contenuto sulla carta, ha un impatto significativo sui margini già compressi degli operatori. Questo aumento può fare la differenza tra sostenibilità e perdita operativa, soprattutto per le aziende che operano con volumi inferiori. La Bulgaria, con un'aliquota del 25% sul GGR, si colloca nella fascia medio-alta della tassazione europea, vicino alla Romania (27%) ma distante dai regimi più competitivi. Tuttavia, a differenza di mercati più grandi come il Regno Unito o l'Italia, la Bulgaria non può compensare i costi elevati con dimensioni di scala adeguate.
Un altro fattore determinante è il divieto di pubblicità introdotto nel maggio 2024, che ha creato uno dei regimi più restrittivi d'Europa. Questo divieto, che riguarda tutti i media tradizionali e online, ha reso più difficile per gli operatori acquisire nuovi clienti e aumentare la propria visibilità. L'unica eccezione riguarda le affissioni, purché distanti almeno 300 metri da scuole e luoghi sensibili, e le sponsorizzazioni sportive "sterilizzate", che possono comunicare il brand ma non bonus o quote. In questo contesto, gli operatori locali con una solida rete fisica godono di un vantaggio competitivo, in quanto possono sfruttare i propri punti vendita come veicoli pubblicitari impliciti. Al contrario, i nuovi entranti e gli operatori internazionali privi di presenza fisica devono affrontare maggiori difficoltà nell'acquisizione di clienti.
L'adozione dell'Euro potrebbe avere un impatto positivo sul turismo del gioco, in quanto rimuove una barriera per i visitatori europei. I casinò resort bulgari, situati lungo il confine greco (Kulata, Svilengrad) e sulla costa del Mar Nero (Sunny Beach, Varna), attirano un flusso significativo di giocatori greci e turchi. L'eliminazione dei costi di cambio potrebbe rendere più fluida l'esperienza di gioco per questi turisti. Tuttavia, è importante considerare l'esperienza croata post-Euro, che ha visto un aumento dell'inflazione "da cappuccino" e un'erosione del vantaggio competitivo del paese come destinazione low-cost. Se i casinò bulgari seguiranno lo stesso schema, il beneficio della valuta comune potrebbe essere neutralizzato.
Il mercato iGaming bulgaro presenta caratteristiche distintive. Il segmento 25-34 anni rappresenta oltre la metà dei giocatori attivi (52,5%), seguito dalla fascia 18-24 (41,3%). Le donne rappresentano circa il 32,8% dei giocatori online, con una preferenza per slot machine e lotterie istantanee. A differenza della maggior parte dei mercati europei, in Bulgaria il casinò online rappresenta circa il 66% del mercato, mentre le scommesse sportive coprono il 30-35% residuo. Tra gli operatori, Winbet guida la classifica, seguito da Palms Bet e Efbet. Tra i challenger esteri, Betano (Kaizen Gaming) rappresenta un'eccezione, mentre bet365 vede la propria quota di mercato in erosione.
Un rischio sottovalutato nella riconfigurazione bulgara riguarda il mercato illegale. Con tasse al 25% e nessun canale pubblicitario legale di massa, gli operatori offshore godono di un vantaggio competitivo strutturale. Se l'Agenzia delle Entrate bulgara non implementa un sistema efficace di IP blocking e payment blocking, il gettito fiscale atteso dall'aumento delle tasse potrebbe non materializzarsi. Lo scenario più probabile per i prossimi due anni prevede un consolidamento accelerato del mercato attorno a tre o quattro grandi player locali. La crescita del GGR online dovrebbe attestarsi tra il 5% e il 7% annuo, frenata dalle tasse e sostenuta dalla transizione digitale. Il mercato nero potrebbe erodere tra il 20% e il 30% del potenziale.
L'ingresso della Bulgaria nell'Eurozona rappresenta per il settore del gioco d'azzardo nazionale un test di maturità senza precedenti. Il settore si trova stretto tra la trasformazione tecnica monetaria e una politica fiscale che privilegia il gettito immediato alla sostenibilità di lungo periodo. La "bulgarizzazione" del mercato appare ormai irreversibile. Solo chi dispone di radici territoriali profonde, una rete fisica resiliente e la capacità di navigare le acque agitate della politica di Sofia potrà prosperare nella nuova era.

